Capitolo 4: Quando hai finito d'aspettartelo

Quando hai finito d’aspettartelo, arriva il colpo di scena, non quando meno te lo aspetti, ma quando ti sei consapevolmente arreso e stai solo attendendo: la fine d’un processo, la fine di un concreto qualcosa. Come la neve ch’è arrivata tornando da Firenze a Bologna, l’anno scorso, a fine febbraio, in un’epoca nella quale il riscaldamento globale suona il nuovo punk rock. Come quei giorni di scuola annullati per l’allerta meteo. Come l’ultima delle idee tratte da quel morboso libro di John le Carré, come Manchester by The Sea.
Come dico sempre, la percezione che si ha di un film dipende molto dal momento ed il luogo in cui si vede, in quell’occasione sono stato fortunatissimo, a dir nulla e niente fortunatissimo. Erano le cinque di mattina ed erano i tempi del lockdown e non dormivo da quasi trentasei ore di fila, la mia testa girava come a Bologna alle tre di mattina, a tornar dai festini delle mie amiche, come dopo pranzo, quando metto su spotify craccato “Perdona e Dimentica”.
La camorra è terribile, Saviano è terribile, ma quel che hai fatto è ben più terribile, lo sai.
Me ne stavo distrutto, ma di dormire... non ne avevo voglia né io, né il mio cervello, né il mio corpo, venivo da un periodo attivissimo, facevo sport ogni giorno! quel forzato rinchiudermi in casa m’aveva ucciso, la mia routine non mi permetteva più di bruciare le solite energie, tra corsa e montagna e quel che era. La totalità dei mistici eventi mi aveva quindi portato davanti allo schermo del mio computer, con i bastardi e maledetti uccellini che cinguettavano fuori dalla mia finestra, ho cliccato play, Manchester by The Sea, in quel piccolo buco ch’era camera mia cominciò a nevicare.
Due ore senza sbattere le palpebre, due ore a prestarmi da protagonista in quel film che m’era in 5D o forse in 12D, arrivando dove la fisica non può neanche spiegare, sfondando probabilmente l’immaginazione. Son uscito dalla camera per le sette e qualcosa, mamma s’era appena svegliata, l’ho guardata sconvolto, allucinato, ma anche felicissimo, non ha capito tutto quello che stava passando dentro di me in quel momento, nessuno lo capirebbe mai, neanche io, che posso solamente rivivere il ricordo dello stesso comprendendo che è qualcosa d’impossibile da ricostruire; qui, adesso, posso solo godermi la descrizione che mi son fatto di quel momento. E’ qualcosa che non tornerà più, ma che non ti fa rivivere di rimorsi: una benedizione, il giorno in cui ho deciso che volevo fare cinema, con tutta probabilità.