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Capitolo 1: Mia madre torna dalla spiaggia

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A Bordighera ci andavamo sempre a inizio dicembre, piaceva soprattutto a papà: faceva caldo, ma l’inverno era alle porte, immagino che la sua essenza - che ho poi scoperto e riscoperto cinica - ne giovasse.

 

La stagione fredda s’apre sempre con il caldo, ultimamente,

è un po’ un controsenso, l’ironia della sorte.

Scherzarci è bello,

probabilmente ch’ammazzerà.

 

Mamma infilava sempre vestiti pesanti nella nostra valigia - papà quest’ultima se la faceva da solo - non li usavamo praticamente mai, se non al magico tramonto. La mattina era mite, ad inizio dicembre, mite e lucente; dopo pranzo alle volte si stava a mezze maniche, alle volte si mangiava anche il gelato; era il tramonto, la svolta. Il freddo ventume cominciava a imperversare, i vecchi mutavano tutti in esperti del meteo - come quelli in tv - e si mettevano con le braccia dietro la schiena, nella “solita” posizione. Io mi mettevo davanti ai miei genitori, sulla sassosa spiaggia, e loro mi osservavano giocare con Bala - il nostro labrador nero, che sarebbe morto di lì a poco. nessuno ha pianto, quattordici anni per un cane sono più che dignitosi, una vita, dignitosa.

 

Son ripassato, un giorno come un altro,

per la tomba del mio cane,

era facile ripassar di lì, era il giardino di casa!

Ho ripensato che non l’ho mai davvero salutato,

ero a trecento chilometri

non mi ha aspettato

ma di chi è la colpa?

Del mio corso di studi?

Del mio non ripartire verso casa immediato?

Odio vivere così, senza qualcuno a cui dare la colpa,

quindi per ora incolperò me,

e chi lo ha pure seppellito senza aspettarmi.

 

Mi veniva sempre da pensare - per poco eh, ma mi veniva - ma cosa diranno di noi? quelli che ci guardano, cosa penseranno anch’essi? Sembravamo una famiglia felice, il quadro era dei migliori, ma cosa si nasconde dietro l’apparente bello? Noi, ci potevamo davvero definire felici? Cosa definisce una “famiglia” felice? Le belle vacanze, la sfavillante e perdurante unione di mio padre e mia madre? - ch’è notevole, certo, pensando a che fine fanno i matrimoni di solito.

 

Si sa come sono i telefonini moderni,

croce e delizia di una società,

nuove opportunità, ma intrappolate.

Poter sentire il lontano parente in America,

che neanche una parola d’italiano spiccica.

Poter sbagliare e non riattaccare bene la chiamata,

al telefono con mamma,

e sentire quest’ultima che t’offende,

e t’offende,

e t’offende,

con un suo amico di vecchia data,

e si sa, alle spalle fa sempre più male.

Poter trovare l’anima gemella su d’un sito d’incontri fugaci.

Leggere,

inavvertitamente,

di papà che tradisce mamma.

Di chi è la colpa?

 

La sera non uscivamo, non c’era molta vita, lì, o quantomeno non ce ne era dopo una certa ora, a inizio dicembre.

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